Ci mancava si portasse a Montecitorio palco e impianto audio.
Ci mancava si portasse a Montecitorio palco e impianto audio.
La consultazione in rete contraddice Grillo e Casaleggio. Gli iscritti al Cinque stelle, anche se a risicata maggioranza, vogliono almeno che ci si confronti con Renzi. Basta con questo auto-isolamento, questo comodo starne fuori sempre. Politica è sporcarsi le mani, affrontare le grane e aiutare chi oggi è nei guai.
Per chi, imprenditore o esodato, si suicida, il signor Casaleggio come viene visto?
Come viene percepito un aggregato di giovani politici che rifiuta ogni dialogo con chicchessia? Che si mette sul trespolo della sua eccelsa moralità mentre un paese muore?
Come viene vissuto un movimento al 30% del Parlamento che non si sporca o vuole sporcarsi le mani, mai finora, per mettere opera concreta nel governo e nei cambiamenti patentemente vitali?
E che, rifiuto dopo rifiuto, fa agire il suo megafono con la solita bordata di paroloni.
I paroloni di Grillo ci stanno facendo mangiare?
Tra pdl e pd menoelle i suoi leader hanno creato la strada maestra, attraente e compulsiva, per un’Italia incatenata al vecchio e marcio.
Hanno incapsulato una generazione nel nulla. O nei sogni esoterici di Casaleggio, al 51 e poi 100%.
Nessuna apertura di dialogo a Renzi. Figuriamoci. Tutti agli ordini del vero capo, Casaleggio. E tutti controllati, uno per uno.
Tutti puliti, perfetti. Mentre l’Italia muore.
Grazie Cinque Stelle.
P.s. Non era meglio lanciare un’Opa su Renzi? Dice molte cose che noi sui blog, dal 2002 (e prima dei vostri eccelsi leader) sosteniamo. Perchè questo inutile trespolo?
Piantala di fare il pensionato africano.
C’è un paese che sta morendo. Il tuo paese.
Convinci Romano a prendersi la briga dell’Economia.
Lui la macchina, sopra e sotto, la conosce davvero.
E Lui è l’unico che può parlare ai nostri grandi amici di Berlino.
Ci siamo capiti, spero.
Mi preme di fare una piccola constatazione. Negli ultimi anni, e ieri, abbiamo avuto al governo due italiani spesso membri del Bilderberg, Monti e poi Letta junior, a cui i cultori del terrore di questo tink-tank conservatore, hanno attribuito poteri enormi.
Invece avete visto che fine ha fatto Monti? E ora Letta? E’ bastato davvero poco perchè schizzassero dai loro alti scranni nel nulla. Il primo per manifesta incapacità politica. Il secondo perchè non ha retto il confronto con un leader autoctono reale. Il Bilderberg raccoglie quindi gente di questa forza e levatura?
Si, il Bildemberg, nonostante gli avvincenti thriller costrutici sopra da Estulin, è solo un consesso periodico di mezze figure. Un mulino di parole, come tanti. E così la Trilateral, di cui Letta era un coordinatore europeo. E così le logge massoniche palesi e occulte su cui si costruiscono relazioni e carriere.
No, sono illusioni. In politica sono più forti le leadership vere, le idee e i progetti. E soprattutto i riultati. Letta, sotto questo profilo è stato uno zero ben costruitosi. Una bolla d’aria rarefatta, esattamente come il Bildemberg.
Almeno, con questa ennesima storia italiana, possiamo toglierci una paranoia.
La crisi italiana, apertasi con il fallimento della Repubblica nel 1992 ha generato i suoi mostri. Il primo è stata la risposta, illusoria, basata sulla manipolazione televisiva delle coscienze, il potere, l’arricchimento facile, la furbizia.
Il secondo si basa sulla manipolazione di internet, il controllo stretto, persona per persona, di un movimento di giovani, e una sulfurea ideologia esoterica di sottofondo.
Basta, per favore.
Stiamo di nuovo rischiando grosso. Forse non lo abbiamo capito ma la geografia politica del paese è di nuovo drasticamente peggiorata.
Mi spiego. In Italia, in questo momento, ci sono non più di quattro leader politici attivi. Berlusconi, Casaleggio (Grillo è solo un suo comodo e efficace portavoce, come era evidente dall’inizio del 2005, e poi alla fondazione del 5 stelle), Renzi, Napolitano (con la sua “estensione” Letta). Se ci pensate bene, se guardate ai processi di Berlusconi e al video “Gaia” di Casaleggio, se ci meditate un pochino sopra scoprite che quasi metà della Repubblica è in mano a due menti quantomeno “non sane”. L’assalto “mediatico” organizzato ai banchi di Governo della Camera della settimana scorsa (spiegato da una parlamentare ex grillina come “pilotato” da Casaleggio) e la gazzarra oggi di Forza Italia al Senato contro l’obbligata costituzione in parte civile del Senato stesso nel processo di Napoli sulla compravendita dei parlamentari (processo Berlusconi-De Gregorio). Ambedue i segnali sono eloquenti.
Forse ha ragione Renzi, andare a votare al meglio (o meno peggio) possibile ma subito. Per liberarci di ambedue questi nefasti personaggi.
P.s. Continuo a ritenere il 5 stelle un movimento fondamentalmente inutile, gestito e pilotato a fini che non c’entrano nulla con le necessità del Paese. Mi ha colpito che, gira e rigira, sul decreto Imu-Bankitalia costoro non avessero alcuna plausibile soluzione alternativa. Salvo l’urlo e la rissa.
Grillini, svegliatevi. Siete sotto padrone. E non è nemmeno un buon padrone. Il suo idolo è Gengis Khan.
Incredibile che il Pd approvi una legge elettorale antidemocratica. Che ci costringe a votare in blocco nomi esimi ma anche loschi fguri. Vergogna Renzi! E vergogna Pd!
Non mi aspettavo da voi una scelta analoga a quella che fece il dentista Calderoli.
Le liste bloccate “corte” di Renzi e Berlusconi sono accettabili? Avremo ancora parlamenti di nominati, di docili servi dei capi, ancora il disprezzo per i cittadini?
Impressionante la disinformazione in merito sui siti dei grandi quotidiani. Ci spaccano il capello in quattro di ogni flatulenza politicante. Ma oggi, che si è decisa la “cosa” guarda caso non sanno nulla. Su cosa, in pratica, si sono accordati Renzi e Berlusconi? Boh. Silenzio.
Già, la “cosa” ha un sapore di crostata, di spartizione della torta politica tra i due contraenti. Una legge elettorale già scritta da Verdini, a misura del ritorno in scena del pregiudicato.
Ricordo poi che Renzi è segretario di un partito Democratico. Proporre liste bloccate, sottratte alla scelta dei cittadini, non mi parrebbe davvero un grande atto di coerenza con il nome del suo partito.
Da lunedì, a proposta formalizzata, cominceremo a capire chi è Matteo Renzi.
Io non capisco. Davvero. Intervisto uno dei pochi autentici protagonisti nella creazione di nuove imprese, Gianluca Dettori, che mi risulta essere abbastanza vicino all’entourage di Matteo Renzi.
Dettori mi racconta che il disegno di legge di Monti-Passera sulle startup, anche se in gran parte encomiabile, non è riuscito a mettere sul tavolo i soldi per un “fondo di fondi” in grado di dare spinta alla nascita delle nuove imprese innovative. Il motore della creazione d’impresa, dice, è tuttora a secco.
Intanto in Italia fiumi di denaro vengono spesi dalle Regioni in finte iniziative per l’innovazione. In pratica per creare posti clientelari nei troppi incubatori regionali (circa cento).
Mi sarei aspettato che Renzi mettesse in primo piano nel suo Jobs Act questa tematica e questo impulso. Invece non ve n’è traccia. E anche altri lo hanno notato. Non sono il solo a non capire come mai Renzi, che di startup ha parlato da varie tribune di primarie e non, oggi si sia dimenticato di questa questione cruciale.
Che forse, pone un problema agli amministratori regionali del Pd, dato che la loro “innovazione” segue direttamente la sanità nel bilancio delle Regioni.
Le considerazioni politiche fatte nel post sotto si possono replicare quasi perfettamente (e anche meglio) all’iniziativa di Camilleri, Spinelli, Flores d’Arcais, Viale e altri. Una lista che candida Alexis Tsipras, il leader della Syriza greca, il partito della sinistra in competizione con quello socialista che ha vinto le scorse elezioni, a presidente della Commissione europea.
L’iniziativa è originale, di impatto e potenzialmente efficace. Punta a un cambio di rotta dell’Europa e non a una sua demolizione.
Francamente mi piace di più.
L’iniziativa