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	<title>Network Games &#187; Van Rompuy</title>
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	<description>&#34;Fratei forza al remo, demoghe addosso&#34;, la Galera Gran Capitana di Venezia alla Galera Reale di Napoli all&#039;inizio della battaglia di Lepanto</description>
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		<title>La stabilità degradata</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 10:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Può sembrare un&#8217;ovvietà. Ma ieri le istituzioni, Consulta e Parlamento, hanno votato, anche controintuitivamente, per una certa nozione di stabilità. L&#8217;arresto di Cosentino, accusato (da più magistrati in più processi) di essere il referente di una delle maggiori organizzazioni economico-criminali &#8230; <a href="http://caravita.retecivica.milano.it/?p=191">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Può sembrare un&#8217;ovvietà. Ma ieri le istituzioni, Consulta e Parlamento, hanno votato, anche controintuitivamente, per una certa nozione di stabilità.</p>
<p>L&#8217;arresto di Cosentino, accusato (da più magistrati in più processi) di essere il referente di una delle maggiori organizzazioni economico-criminali d&#8217;Europa (come ben sa Saviano) avrebbe, con ogni probabilità, destabilizzato il Pdl, fino a difficoltà personali per il suo leader. Mantenerlo a piede libero (ma toglierli ogni incarico nel partito di Berlusconi) appare un tentativo di disinnescarlo, e di consentire a quel partito, il Pdl, di attraversare senza ulteriori eplosioni (quanti scheletri nell&#8217;armadio ha Cosentino?) questa difficile fase emergenziale, che probabilmente si estenderà ben oltre i prossimi dodici mesi.</p>
<p>Anche se mitigato, infatti è indirittura di arrivo il &#8220;<a href="http://www.eilmensile.it/wp-content/uploads/2012/01/revised-draft-10012012.pdf">fiscal compact</a>&#8220;, il trattato europeo per il pareggio di bilancio costituzionale e per ridurre il debito pubblico anno dopo anno a medio termine. Un esercizio per l&#8217;Italia, dal 2013, di almeno 12 anni, estremamente impegnativo. Anche se mitigato da alcune clausole di flessibilità ottenute da Monti.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<a href="http://www.eilmensile.it/wp-content/uploads/2012/01/revised-draft-10012012.pdf"></a></p>
<p><a href="http://www.eilmensile.it/wp-content/uploads/2012/01/revised-draft-10012012.pdf">Article 4<br />
</a><a href="http://www.eilmensile.it/wp-content/uploads/2012/01/revised-draft-10012012.pdf">When the ratio of their government debt to gross domestic product exceeds the 60 % reference value mentioned under Article 1 of Protocol No 12, the Contracting Parties undertake to reduce it at an average rate of one twentieth per year as a benchmark.</a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Il fiscal compact, anche con le correzioni &#8220;flessibili&#8221;, <strong>comunque</strong> ci dice, e in chiaro: niente repubblica parlamentare, per almeno 20 anni, niente leggine di spesa, niente lobbies o microlobbies. Decisioni solo di vertice.</p>
<p>Di qui il Porcellum. Questa legge elettorale antidemocratica, da dittatura delle segreterie di partito nelle nomine, diciamolo chiaro, è molto, fin troppo compatibile con lo scenario del &#8220;fiscal compact&#8221;. In pratica il porcellum è una centralizzazione del potere decisionale sul governo. Il parlamento diviene un fantasma politico (ben remunerato)  che deve solo ratificare i decreti emergenziali dell&#8217;esecutivo e del premier, eventualmente con emendamenti marginali. Tutti controllati a palazzo Madama o Chigi. Niente rompiscatole di turno,  compravendite, coalizioni strette e governate da pochi leader.</p>
<p>Idem nelle regioni, <a href="http://www.caravita.biz/www/stories/2006/06/25/laRepubblicaCheVorrei.html">inutili copie di Roma.</a></p>
<p>Impensabile quindi l&#8217;apertura, sull&#8217;onda del referendum (che avrebbe passato il quorum e vinto al 90% di probabilità) di una vociante, ma partecipata, stagione di ripensamento della Repubblica. Il debito, e il fallimento della Repubblica, ce lo preclude. La legge elettorale, l&#8217;altra metà della Costituzione (reale) finora ha seguito (all&#8217;italiana) la grande centralizzazione. Impensabile un ribaltamento di un trend che dura dal primo fallimento della Repubblica nel 1992.</p>
<p>Meglio forse un aggiustamento concordato, dentro il palazzo, del porcellum. Forse sulle preferenze elettorali, forse sulla limatura di qualche premio di maggioranza. Forse, ma con calma. Si vedrà.</p>
<p>La centralizzazione del sistema politico italiano deve poi tenersi dentro tutti, ci dice il caso Cosentino, per mediare. Il popolo dei furbi (evasori e imprenditori in nero) e persino i referenti dei maggiori network economico-criminali. Ieri un&#8217;ennesima, brutta, prova.</p>
<p>Questo è il messaggio, almeno nella mia decodifica, della triste giornata di ieri.</p>
<p>Il problema però è capire come si possa fare un risanamento del paese in questa situazione di occulto centralismo degradato. Tirandosi dietro persino gli interessi del popolo dei furbi e peggio.</p>
<p>Chi pagherà, in queste condizioni, il lungo risanamento? Semplice, chi ha minore potere contrattuale. Cosentino e i suoi hanno dimostrato di averlo piuttosto robusto. E questo con buona pace dei pensionati leghisti, carne da cannone.</p>
<p>Se centralismo vi ha da essere, di fronte alla lunga emergenza che abbiamo davanti, preferirei però fosse almeno esplicito e trasparente. E con qualche minima garanzia per la rappresentanza dei cittadini in Parlamento. Il che non mi pare impossibile.</p>
<p>Se vogliamo salvare un po&#8217; di democrazia in questo paese, quindi dobbiamo realizzare che le figure chiave dei prossimi vent&#8217;anni saranno:</p>
<p>1) Il presidente della Repubblica</p>
<p>2) Il presidente del Consiglio</p>
<p>3) I quattro o cinque leader di partito</p>
<p>4) I Sindaci</p>
<p>gli altri conteranno niente.</p>
<p>Quindi:</p>
<p>1) Stiamo attentissimi a chi verrà proposto l&#8217;anno prossimo a presidente della Repubblica. Una candidatura Berlusconi potrebbe ingenerare, in molti, il ricordo della lotta armata.</p>
<p>2) Un governo tecnico, tipo Monti, è in casi come questi (12 anni di risanamento duro) preferibile a un governo politico di furbacchioni, corrotti e mezze tacche.</p>
<p>3) Roma blindata per 12 anni, in questo modo, significa che quel po&#8217; di democrazia che possiamo si può tenere viva solo localmente, nelle città e persino nelle zone.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><a href="http://tecnocivismo.dico.unimi.it/calendar/event/1/14">Qui</a> invece un esempio di quello che potremmo fare, per mantenere viva un po&#8217; di democrazia,  in questi 12 anni, partendo dal nostro territorio. Da casa nostra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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