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	<title>Comments on: La crisi è inconoscibile?</title>
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	<description>&#34;Fratei forza al remo, demoghe addosso&#34;, la Galera Gran Capitana di Venezia alla Galera Reale di Napoli all&#039;inizio della battaglia di Lepanto</description>
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		<title>By: Luca Riva</title>
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		<dc:creator>Luca Riva</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2012 20:21:04 +0000</pubDate>
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		<description>Bell&#039;articolo, anche dal punto di vista divulgativo. Se si vuole approfondire un minimo consiglio anche (Gorton and Metrick, 2012) http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1974662 , forse un po&#039; più tecnico, che fa una recensione di 12 documenti per spiegare un po&#039; di meccanismi chiave della crisi, dalle cause prossime alla risposta della Fed.

Per quello che vale, ho trovato illuminante Fault Lines di R. Rajan (per la spiegazione macro e politica della crisi) e Too Big To Fail di Sorkin (per come è scritto e perché spiega chiaramente che il contagio è inevitabile). Ma non li ho certo letti tutti e 21...

Se la crisi sia strutturale o meno non lo so, tendo a credere che stia durando così a lungo perché è la somma di due problemi abbastanza scorrelati: il double deficit degli Stati Uniti e lo squilibrio di produttività nell&#039;area euro (si sarebbero manifestati comunque? Forse). O forse ha ragione Krugman ed è solo un problema di domanda aggregata.

Sulla Cina condivido, credo si rendano conto che questi squilibri sono troppo rischiosi per il loro e il nostro futuro, e tra non molto saranno disposti a fare delle riforme in questo senso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bell&#8217;articolo, anche dal punto di vista divulgativo. Se si vuole approfondire un minimo consiglio anche (Gorton and Metrick, 2012) <a href="http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1974662">http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1974662</a> , forse un po&#8217; più tecnico, che fa una recensione di 12 documenti per spiegare un po&#8217; di meccanismi chiave della crisi, dalle cause prossime alla risposta della Fed.</p>
<p>Per quello che vale, ho trovato illuminante Fault Lines di R. Rajan (per la spiegazione macro e politica della crisi) e Too Big To Fail di Sorkin (per come è scritto e perché spiega chiaramente che il contagio è inevitabile). Ma non li ho certo letti tutti e 21&#8230;</p>
<p>Se la crisi sia strutturale o meno non lo so, tendo a credere che stia durando così a lungo perché è la somma di due problemi abbastanza scorrelati: il double deficit degli Stati Uniti e lo squilibrio di produttività nell&#8217;area euro (si sarebbero manifestati comunque? Forse). O forse ha ragione Krugman ed è solo un problema di domanda aggregata.</p>
<p>Sulla Cina condivido, credo si rendano conto che questi squilibri sono troppo rischiosi per il loro e il nostro futuro, e tra non molto saranno disposti a fare delle riforme in questo senso.</p>
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		<title>By: alberto</title>
		<link>http://caravita.retecivica.milano.it/?p=621&#038;cpage=1#comment-135</link>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jun 2012 09:28:47 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Beppe, sottoscrivo incondizionatamente la tua valutazione.
Purtroppo è amaro che il &quot;Kennedy che abbiamo potuto avere, invece di quello che abbiamo perduto&quot;, ovvero Clinton, abbia procurato questo colossale abbaglio, dalla globalizzazione senza freni, al ripudio del Glass-Steagal Act, aprendo un far-west che non trova argini. E condivido anche che la Cina (e forse anche la Russia: Putin non è stupido e Medvedev ha visione), così come India e Brasile, che sono in grado di prendere nuove responsabilità, sarebbero willing and desirous di buttare le basi per ricostruire un nuovo ordine economico internazionale. Dal G-20 tutti parlano di una nuova Bretton Woods, non più solo De Michelis o Cirino Pomicino. Ma dobbiamo trovare i Delors e Kohl. Obama e Hu Jintao non gliela fanno ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Beppe, sottoscrivo incondizionatamente la tua valutazione.<br />
Purtroppo è amaro che il &#8220;Kennedy che abbiamo potuto avere, invece di quello che abbiamo perduto&#8221;, ovvero Clinton, abbia procurato questo colossale abbaglio, dalla globalizzazione senza freni, al ripudio del Glass-Steagal Act, aprendo un far-west che non trova argini. E condivido anche che la Cina (e forse anche la Russia: Putin non è stupido e Medvedev ha visione), così come India e Brasile, che sono in grado di prendere nuove responsabilità, sarebbero willing and desirous di buttare le basi per ricostruire un nuovo ordine economico internazionale. Dal G-20 tutti parlano di una nuova Bretton Woods, non più solo De Michelis o Cirino Pomicino. Ma dobbiamo trovare i Delors e Kohl. Obama e Hu Jintao non gliela fanno &#8230;</p>
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